Non solo elettropompe e valvole: il materiale idraulico e gli accessori idraulici sono costituiti da tanti componenti che svolgono un ruolo fondamentale all’interno di un impianto idraulico o termoidraulico. Filtri idraulici, Serbatoi a membrana, Collettori per gruppi di pressurizzazione, Collettori per impianti di riscaldamento, Collettori contatori d'acqua, Flange, Manometri vanno scelti con cura valutando la loro affidabilità e funzionalità. Dai materiali alle tecnologie costruttive ogni pezzo presenta punti di forza che influiscono sulle performance e sulla longevità di un impianto.
Due componenti con le stesse dimensioni e la stessa pressione nominale possono avere una vita utile molto diversa a seconda del materiale con cui sono costruiti. Corrosione, incrostazioni, rilascio di sostanze nell’acqua e incompatibilità tra metalli sono le cause più frequenti di guasti e interventi non programmati. Ecco i criteri e i materiali da conoscere.
Il primo criterio è il fluido. L’acqua potabile richiede materiali idonei al contatto alimentare e conformi al D.M. 174/2004 e al D.Lgs. 18/2023. L’acqua di riscaldamento può contenere additivi o glicole. Le acque aggressive, ricche di cloruri o molto dolci, mettono a dura prova i metalli meno resistenti. Contano poi temperatura e pressione d’esercizio, che determinano la classe PN del componente e la scelta delle guarnizioni. Infine va considerata la compatibilità tra metalli diversi: accoppiare materiali con potenziale elettrochimico molto distante, come acciaio zincato e rame od ottone, favorisce la corrosione galvanica. In questi casi si usano giunti dielettrici o si sceglie un unico materiale per tutto il tratto.
L’acciaio inossidabile è il materiale di riferimento per il materiale idraulico di alta qualità: resiste alla corrosione, è chimicamente inerte e mantiene le sue caratteristiche nel tempo. L’AISI 304 è adatto alla maggior parte delle applicazioni con acqua potabile e di processo. L’AISI 316, grazie al molibdeno, offre una resistenza superiore ai cloruri ed è la scelta indicata per acque aggressive, acque clorate e piscine. La finitura elettrolucidata rende la superficie ancora più liscia e omogenea, riducendo l’adesione batterica e i depositi di calcare. Approfondisci nella nostra guida alle valvole per acqua potabile.
L’ottone è molto diffuso in raccorderia, collettori e valvole perché è facile da lavorare, ha buona resistenza meccanica e un costo contenuto. Per l’acqua potabile è importante scegliere ottoni resistenti alla dezincificazione (DZR) e a basso tenore di piombo, sempre più richiesti dai nuovi requisiti europei. In presenza di acque molto dolci o aggressive, l’ottone tradizionale può perdere zinco e diventare poroso nel tempo.
L’acciaio al carbonio è usato soprattutto per flange e per impianti di riscaldamento a circuito chiuso, dove l’ossigeno disciolto è limitato. L’acciaio zincato è economico, ma è sconsigliato nell’acqua calda sanitaria e va tenuto separato da rame e ottone. La ghisa, in particolare quella sferoidale, è comune nei grandi diametri e nelle reti acquedottistiche, di solito con rivestimento epossidico per proteggerla dalla corrosione.
La tenuta di un impianto dipende anche dai materiali delle guarnizioni. L’EPDM è lo standard per acqua calda e fredda e per l’acqua potabile, ma non è compatibile con oli e idrocarburi. L’NBR resiste bene a oli e carburanti, ma è meno indicato per l’acqua calda. Il PTFE è chimicamente inerte e resiste a temperature elevate, ed è usato in guarnizioni piane, sedi delle valvole e nastri di tenuta.
Per l’acqua potabile la scelta più sicura è l’acciaio inox AISI 304, oppure l’ottone DZR a basso tenore di piombo per raccorderia e collettori nelle installazioni civili, sempre con guarnizioni in EPDM certificate per il contatto alimentare.
Per piscine, acque clorate e acque aggressive è preferibile l’acciaio inox AISI 316, che resiste meglio ai cloruri. In questi ambienti l’ottone tradizionale e l’acciaio al carbonio tendono a degradarsi rapidamente.
Per gli impianti di riscaldamento a circuito chiuso si possono usare anche acciaio al carbonio e ottone, perché la scarsa presenza di ossigeno limita la corrosione. Le guarnizioni devono resistere alle temperature d’esercizio e agli eventuali additivi presenti nell’acqua.
Per i gruppi di pressurizzazione e il sollevamento acqua, collettori e raccordi in inox garantiscono resistenza alla pressione, igiene e durata, soprattutto quando l’acqua è destinata al consumo umano.
Per reti acquedottistiche e grandi diametri si impiegano spesso flange e componenti in ghisa sferoidale con rivestimento epossidico, o in acciaio inox nelle applicazioni più esigenti.
Per l’acqua fredda non potabile, come gli impianti antincendio, l’acciaio zincato resta un’opzione economica, a patto di non accoppiarlo direttamente con rame, ottone o inox.
Per raccorderia e flange, verifica materiale, filettatura o foratura secondo la norma (ad esempio EN 1092-1 per le flange) e la classe PN. Nei collettori il materiale del corpo deve essere coerente con il resto dell’impianto: l’inox è ideale per i gruppi di pressurizzazione e le applicazioni con acqua potabile. Nei tubi flessibili contano la treccia esterna in inox e l’anima interna, che per l’acqua potabile deve essere in EPDM idoneo al contatto alimentare. Nei vasi di espansione distingui tra modelli per riscaldamento e modelli per acqua sanitaria, nei quali l’acqua è a contatto solo con una membrana certificata. Nei filtri valuta il materiale del corpo e della cartuccia in base alla qualità dell’acqua. Nei manometri la cassa in inox e il riempimento in glicerina garantiscono letture stabili anche in presenza di vibrazioni e colpi d’ariete.
Non esiste un materiale migliore in assoluto: dipende dal fluido, dalla temperatura, dalla pressione e dalla qualità dell’acqua. Per l’acqua potabile e le applicazioni più esigenti, l’acciaio inox AISI 304 o 316 offre la migliore combinazione di durata, igiene e resistenza alla corrosione. L’ottone DZR a basso piombo resta un’ottima soluzione per raccorderia e collettori nelle installazioni civili.
Inox e ottone hanno potenziali elettrochimici relativamente vicini e in genere convivono senza problemi nelle installazioni idrauliche. Il rischio di corrosione galvanica è maggiore quando si accoppiano acciaio zincato o al carbonio con rame, ottone o inox. In questi casi è consigliabile usare raccordi dielettrici.
Entrambi sono acciai inossidabili austenitici, ma l’AISI 316 contiene molibdeno, che ne aumenta la resistenza alla corrosione da cloruri. È quindi preferibile per piscine, acque clorate, ambienti marini e acque particolarmente aggressive. Per l’acqua potabile in condizioni normali, l’AISI 304 è generalmente sufficiente.
Sono idonei i materiali inclusi nelle liste positive previste dal D.M. 174/2004 e conformi ai limiti di migrazione, oggi resi più severi dal D.Lgs. 18/2023 che recepisce la Direttiva europea 2020/2184. In pratica: acciaio inox, ottoni a basso tenore di piombo, materiali plastici e guarnizioni certificati. Verifica sempre la Dichiarazione di Conformità e le eventuali certificazioni (ACS, DVGW, WRAS, NSF/ANSI 61).
Cerchi altro materiale idraulico? Scopri anche le nostre valvole idrauliche e pompe idrauliche, selezionate con gli stessi criteri di qualità.